
Ettore Scola — 1976 — Italia — A colori
Scola rovescia ogni pietà neorealista e filma la miseria senza alcuna idealizzazione, con una comicità grottesca e spietata. È il suo film più feroce, quello in cui la povertà non rende migliori ma soltanto più disperati.
In una baraccopoli alla periferia di Roma, un vecchio patriarca avaro difende con il fucile il milione di lire dell'assicurazione da una famiglia numerosa e affamata che vive ammassata nella sua stessa baracca.
Premiato a Cannes per la miglior regia, avrebbe dovuto aprirsi con un'introduzione di Pasolini, assassinato prima delle riprese. È rimasto uno dei ritratti più crudi delle borgate romane mai portati sullo schermo.
Osserva come la baracca venga filmata come un unico organismo in cui i corpi si affollano senza sosta. Non c'è mai un angolo privato, nemmeno per dormire.