
Béla Tarr — 2011 — Ungheria — Bianco e nero
Partendo dall'aneddoto, forse apocrifo, del crollo nervoso di Nietzsche davanti a un cavallo frustato per le strade di Torino, Tarr immagina cosa sia accaduto a quell'animale dopo. Costruisce attorno a esso un film sulla fine quasi biologica di ogni possibilità di vita.
Un contadino e sua figlia vivono isolati in una fattoria desolata insieme al loro cavallo, ripetendo ogni giorno gli stessi gesti di sopravvivenza mentre il mondo intorno a loro si spegne lentamente, in quello che Tarr ha annunciato come il suo ultimo film.
Presentato in concorso a Berlino dove ha vinto il Gran Premio della Giuria, Il cavallo di Torino è stato annunciato da Tarr come la conclusione definitiva della propria carriera di regista, chiudendo simbolicamente una delle traiettorie più coerenti del cinema lento europeo.