
Yasujiro Ozu — 1953 — Giappone — Bianco e nero
Ozu distilla la distanza generazionale in un film privo di accusatori e di vittime, dove la tragedia nasce semplicemente dal fatto che la vita adulta consuma il tempo e l'attenzione che una volta si dedicava alle persone care.
Shukichi e Tomi Hirayama lasciano la piccola città costiera di Onomichi e viaggiano fino a Tokyo per incontrare i figli adulti che non vedono da anni, scoprendo che le loro vite non lasciano più molto spazio alle visite.
Eletto dalla critica internazionale tra i più grandi film della storia del cinema, ha occupato le prime posizioni nei sondaggi della rivista Sight & Sound per decenni, affermando Ozu come uno dei cineasti fondamentali del ventesimo secolo e il cinema giapponese del dopoguerra come un contributo insostituibile alla storia del linguaggio cinematografico.
Osserva le pillow shots, le brevi inquadrature di oggetti o paesaggi senza personaggi che Ozu inserisce tra una scena e l'altra. Nota anche come la macchina da presa aspetti sempre i personaggi dove si trovano senza mai seguirli. Ogni entrata e ogni uscita dall'inquadratura diventa un piccolo evento carico di peso.