Taiwan
Figura centrale della Nuova Onda taiwanese, osserva con pazienza quasi documentaristica la disgregazione della famiglia e della classe media urbana di Taipei. Costruisce i suoi film per piani fissi e inquadrature attraverso vetri e finestre, lasciando che lo spazio della città racconti l'isolamento dei personaggi quanto i dialoghi.
Questa non è la filmografia completa di Edward Yang. È una selezione personale dei suoi film.
Edward Yang — 1986 — Taiwan — A colori
Yang costruisce un racconto corale e frammentato in cui il caso, più della volontà dei personaggi, decide il corso degli eventi. Il fotografo che spia la città trasforma la sorveglianza in un atto quasi artistico, mentre la scrittrice trasforma la propria vita in materiale narrativo senza accorgersi di quanto la finzione stia già contaminando la realtà che la circonda.
Nella Taipei degli anni Ottanta le vite di una scrittrice in crisi creativa, di un fotografo che osserva la città attraverso il teleobiettivo e di una giovane criminale eurasiatica si intrecciano per una serie di coincidenze apparentemente irrilevanti, fino a un gesto di violenza che ne rivela i legami nascosti.
Edward Yang — 2000 — Taiwan — A colori
Yang osserva questa famiglia con la pazienza di un romanziere, lasciando che ogni personaggio, dal padre al figlio più piccolo, abbia il proprio tempo e il proprio punto di vista. Le inquadrature, spesso prese attraverso vetri, porte e finestre, restituiscono una Taipei in cui la prossimità fisica convive con una distanza emotiva costante.
A Taipei, una famiglia di tre generazioni affronta nell'arco di circa un anno una serie di svolte quotidiane, un matrimonio, un coma in famiglia, il primo amore di un figlio adolescente, mentre il padre incontra per caso la donna che amava da giovane.