
Andrei Tarkovsky — 1962 — Unione Sovietica — Bianco e nero
Il primo lungometraggio di Tarkovskij è il suo film più narrativo ma contiene già tutto il suo mondo. I sogni luminosi di Ivan, fatti di acqua, mele e voci materne, si alternano al buio della guerra e al silenzio delle paludi.
Durante la Seconda guerra mondiale, Ivan, un ragazzo di dodici anni che ha perso la famiglia, lavora come ricognitore per l'Armata Rossa al di là delle linee nemiche. Gli ufficiali che lo proteggono vorrebbero mandarlo in collegio ma lui vuole solo continuare a combattere.
Leone d'oro a Venezia, ha imposto Tarkovskij a soli trent'anni. Ha mostrato un modo nuovo di raccontare la guerra, lontano dall'eroismo e vicino alla ferita interiore di un bambino.
Osserva il passaggio fra i sogni e la realtà. Nei sogni la luce è piena, la natura generosa, la madre sorride. Al risveglio tutto è freddo, buio, fangoso. Il contrasto racconta l'infanzia perduta meglio di qualunque dialogo.