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Andrei Tarkovsky

Unione Sovietica

Tempo, acqua e fuoco non sono semplici elementi visivi nel suo cinema. Diventano sostanza quasi tangibile, mentre la memoria si trasforma in uno spazio fisico da attraversare più che in un ricordo da evocare.

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Questa non è la filmografia completa di Andrei Tarkovsky. È una selezione personale dei suoi film.

Locandina di L'infanzia di Ivan

L'infanzia di Ivan

Andrei Tarkovsky — 1962 — Unione Sovietica — Bianco e nero

Il primo lungometraggio di Tarkovskij è il suo film più narrativo ma contiene già tutto il suo mondo. I sogni luminosi di Ivan, fatti di acqua, mele e voci materne, si alternano al buio della guerra e al silenzio delle paludi.

Durante la Seconda guerra mondiale, Ivan, un ragazzo di dodici anni che ha perso la famiglia, lavora come ricognitore per l'Armata Rossa al di là delle linee nemiche. Gli ufficiali che lo proteggono vorrebbero mandarlo in collegio ma lui vuole solo continuare a combattere.

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Complessità narrativa95 minDa vedereVoto 8/10
Locandina di Andrei Rublev

Andrei Rublev

Andrei Tarkovsky — 1966 — Unione Sovietica — Bianco e nero

Un affresco episodico di fede e creazione in condizioni che rendono entrambe quasi impossibili: uno dei film più impegnativi e gratificanti del catalogo.

Nella Russia medievale, un monaco pittore di icone si muove in un mondo frammentato e spesso violento, la sua vocazione messa alla prova dalla guerra, dal dubbio e dal silenzio di Dio.

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Complessità narrativa183 minDa vedere
Locandina di Solaris

Solaris

Andrei Tarkovsky — 1972 — Unione Sovietica — A colori

Il film più emotivamente diretto di Tarkovsky: una fantascienza spogliata di spettacolarità, usata invece come una camera del lutto e della nostalgia.

Uno psicologo arriva su una remota stazione spaziale in orbita attorno a un pianeta misterioso per valutare il suo equipaggio e scopre che la stazione stessa comincia a evocare presenze del suo passato.

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Complessità narrativa167 minVistoVoto 9.5/10
Locandina di Lo specchio

Lo specchio

Andrei Tarkovsky — 1975 — Unione Sovietica — A colori

Tra i film più impegnativi del catalogo: la sua struttura non lineare richiede familiarità con il ritmo di Tarkovsky, è difficile da valutare, è un'esperienza.

Frammenti autobiografici, sogni e immagini storiche si sovrappongono in una meditazione sulla memoria personale e collettiva.

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Complessità narrativa107 minVistoVoto N/D
Locandina di Stalker

Stalker

Andrei Tarkovsky — 1979 — Unione Sovietica — A colori

Da affrontare dopo aver preso familiarità con il ritmo di Tarkovsky: qui il tempo stesso è il protagonista.

Una guida conduce due uomini attraverso la Zona, un territorio proibito dove i desideri più profondi potrebbero realizzarsi.

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Complessità narrativa162 minVistoVoto 10/10
Locandina di Nostalghia

Nostalghia

Andrei Tarkovsky — 1983 — Italia/Unione Sovietica — A colori

Realizzato in esilio e permeato dall'esilio stesso: un film sull'impossibilità di essere interi in due luoghi contemporaneamente, costruito attorno a uno dei piani sequenza più estenuanti della storia del cinema.

Uno scrittore russo viaggia in Italia per ricostruire la vita di un compositore del Settecento, allontanandosi sempre più dal mondo che lo circonda mentre la nostalgia di casa si trasforma in qualcosa che si avvicina alla disperazione.

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Complessità narrativa125 minVistoVoto 8.5/10
Locandina di Sacrificio

Sacrificio

Andrei Tarkovsky — 1986 — Svezia — A colori

L'ultimo film di Tarkovsky, realizzato sotto l'ombra della propria morte: un testamento su fede, sacrificio e rinuncia che chiude la sua filmografia con assoluta convinzione.

Alla vigilia di quello che sembra un evento catastrofico, un uomo su un'isola remota fa un voto privato che crede possa ancora salvare il mondo e comincia silenziosamente a smantellare la propria vita.

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Complessità narrativa149 minVistoVoto 9/10