Svezia
Indaga la vita interiore dei personaggi attraverso primi piani intensi, silenzi e ambienti spogli che amplificano il conflitto psicologico.
Questa non è la filmografia completa di Ingmar Bergman. È una selezione personale dei suoi film.
Ingmar Bergman — 1957 — Svezia — Bianco e nero
Il Bergman più esplicito nella sua domanda — la morte come interlocutrice dichiarata, la fede come assenza nominata. Meno rarefatto degli altri suoi film, ma l'iconografia è potente e il coraggio della domanda resta intatto.
Un cavaliere crociato di ritorno dalla Terra Santa gioca a scacchi con la Morte mentre attraversa una Svezia devastata dalla peste, cercando una risposta all'esistenza di Dio.
Ingmar Bergman — 1957 — Svezia — Bianco e nero
Un punto d'ingresso ideale nel cinema di Bergman e nel tema della memoria onirica: narrativamente accessibile.
Durante un viaggio per ricevere un'onorificenza, un anziano professore rivive i momenti chiave della sua vita attraverso sogni e ricordi.
Ingmar Bergman — 1961 — Svezia — Bianco e nero
Bergman costruisce il film attorno a quattro personaggi e a poche ore di tempo narrativo, lasciando che la crisi della protagonista si manifesti attraverso piccoli gesti quotidiani prima di esplodere apertamente. La fede, la malattia mentale e il rapporto tra arte e vita si intrecciano senza che il film prenda mai una posizione netta.
Una giovane donna appena uscita da una clinica psichiatrica trascorre l'estate su un'isola con il padre, il marito e il fratello, mentre la sua percezione della realtà comincia a scivolare verso il misticismo religioso.
Ingmar Bergman — 1966 — Svezia — Bianco e nero
Un film cardine sul tema dell'identità: denso ma breve, un buon ponte verso opere più sperimentali.
Un'attrice che ha scelto il silenzio e l'infermiera che si prende cura di lei sviluppano un rapporto che dissolve gradualmente i confini delle loro identità.
Ingmar Bergman — 1982 — Svezia/Francia/Germania Ovest — A colori
Bergman racconta la propria infanzia teatrale e dolorosa come un'enorme casa di bambole, dove il calore della famiglia originaria e la freddezza religiosa del patrigno convivono nello sguardo dei bambini.
Nella Uppsala di inizio Novecento, due fratelli cresciuti in una famiglia calorosa e teatrale vengono travolti da un mondo di rigore e severità religiosa quando la madre si risposa con un vescovo, mentre il confine tra vita quotidiana e immaginazione si fa sempre più sottile.