Giappone
Osserva le famiglie — vere, false, scelte, subite — con una pazienza che non giudica mai. I suoi film si costruiscono nel non detto, nei pasti condivisi, nei gesti ripetuti. La domanda su cosa tenga insieme le persone non riceve mai una risposta comoda.
Questa non è la filmografia completa di Hirokazu Kore-eda. È una selezione personale dei suoi film.
Hirokazu Kore-eda — 1998 — Giappone — A colori
Kore-eda trasforma un'idea fantastica in un film semplicissimo e commovente. Molte delle testimonianze sono state raccolte da persone comuni e il confine fra finzione e documentario diventa quasi invisibile.
Dopo la morte, le anime arrivano in una stazione di passaggio dove restano per una settimana. Lì devono scegliere un solo ricordo della propria vita, che un gruppo di impiegati ricostruirà e filmerà perché possano portarlo con sé per l'eternità.
Hirokazu Kore-eda — 2008 — Giappone — A colori
Il film più vicino a Ozu di Koreeda — il tempo quotidiano come superficie del rimpianto, i gesti ripetuti come forma dell'amore e del rancore. Niente viene risolto perché niente può esserlo.
Una famiglia giapponese si riunisce per commemorare il figlio maggiore morto quindici anni prima. In una giornata sola emerge tutto il non detto tra genitori, figli e nuore.